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05/04/2023 13:59

A proposito della partecipazione al gioco... Da 5 a 4 'non formati': la Serie A perderà in qualità

Il Day-after del Consiglio Direttivo di Ponti sul Mincio è trascorso a meditare su tutto ciò che è stato deliberato nella riunione di lunedì sera, in cui la governance reggente la Divisione Calcio a 5 ha tracciato le linee guide per la prossima stagione, ha definito il regolamento per i playoff di Serie A (confermando quelle che erano state le nostre valutazioni sui contenuti da discutere: saranno pubblicate su un prossimo comunicato) ma non si è espressa sulla questione playoff del campionato di Serie B, dove al momento esistono le principali criticità (se così vogliamo definirle) sulla corretta disputa della fase finale che assegnerà le ultime 7 poltrone per disputare il campionato di Serie A2 della prossima stagione. Che in verità, come abbiamo già spiegato in precedenti circostanze, sono adesso diventate 9: le tre rinunciatarie - D&G Ascoli, AP e Catanzaro - hanno lasciato in eredità altrettanti posti vacanti, uno di questi è stato coperto con la determinazione del comunicato n.880 che ha bloccato (in base alla deroga all’articolo 49 delle NOIF concessa dalla LND) le retrocessioni dal solo girone B di Serie A2, finendo per ridurre a due i posti extra da attribuire nella pianta organica della prossima terza divisione nazionale.


Aprendo una parentesi sulla questione (anche questa molto discutibile) della ristrutturazione dei campionati, ci viene da citare un aforisma gattopardiano che deve far riflettere soprattutto chi ha deciso di aumentare le categorie del nazionale, magari spiegandone nel concreto anche il motivo: tutto cambia affinché nulla cambi. Anzi, aggiungiamo noi, c’è pure qualcosa che peggiora. Perché nell’istituzione della Serie A2 Elite, se alla base del legislatore di piazzale Flaminio c’era la volontà di assottigliare il gap di competitività tra la Serie A e l’A2, ma nel momento che questa era effettivamente evidente (ossia nello stato delle cose antecedente la riforma Bergamini), tutto quello che è stato approvato lunedì sera va totalmente in contrasto con questa opportunità. 


Perché di fatto non è cambiato nulla, al di là del fatto che dalla prossima stagione le categorie nazionali saranno 4 e non più 3 e le società nel settore maschile lieviteranno a 188. Chi stava in A2 e sale in Elite resta in seconda divisione (se poi vogliamo dire che il passaggio da tre a due gironi è la vera svolta, ricordiamo che fino a pochi anni fa l’A2 è stata strutturata sue due raggruppamenti), chi stava in Serie B e sale in A2 resta comunque in terza divisione: ma tutte le altre che resteranno in A2 o B di fatto retrocedono di una categoria e addirittura c’è chi, a causa dell’ultimo posto in classifica (nello specifico accade nei gironi A e C di A2), retrocede di due categorie, perchè passerà dall’attuale seconda divisione (l’A2) alla prossima quarta (la B edizione 2023/2024). Azzardando un parallelo comparativo, ricordiamo che esiste una regola generale che non consente alle società il doppio salto di categoria, a meno che non accada per determinazione del Consiglio Federale (ricordate la Florentia Viola - denominazione originaria della “nuova” Fiorentina - che dalla C2 si ritrovò direttamente in Serie B nella stagione 2002/2003 per meriti sportivi rilevando il posto del Cosenza che era fallito?) E se vale per la promozione perchè non deve valere, automaticamente, per la retrocessione? Misteri… delle NOIF.


Detta in tutta sincerità, ci era venuta la fantasia di prendere punto per punto ogni singola decisione del Consiglio Direttivo per discuterne i pro e i contro: a parte il tempo che avremmo perso sarebbe venuto fuori un articolo clamorosamente prolisso che nessuno al mondo si sarebbe sognato di leggere per intero. E allora abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sui due punti più discussi presenti nell’ordine del giorno dell’assise di Ponti sul Mincio: le regole della partecipazione al gioco, di cui parliamo adesso perchè comunque rimane l’aspetto normativo che più di ogni altro, di questi tempi, spinge inevitabilmente alla discussione, e le obbligatorietà giovanili per la stagione sportiva 2023/2024, sulle quali torneremo in un prossimo servizio.


LA RIFORMA (PURTROPPO) VA AVANTI - Consiglio Direttivo inflessibile: i limiti previsti dal comunicato 772/22, quello che ricordiamo ha istituito la riforma voluta dal presidente Bergamini, sono stati ribaditi senza alcun tipo di accorgimento o ammorbidimento. Vane le richieste avanzate nientepopodimeno che dai presidenti della Serie A (ma la Divisione non è espressione delle società di calcio a 5?), i quali avevano proposto che sulle regole della partecipazione dei giocatori non si fosse intervenuto a modificare il numero di “non formati” da inserire nelle distinte di gara, confermando i 5 anche per la stagione 2023/2024. 


Ricordiamo nel luglio dello scorso anno, al cospetto delle crescenti difficoltà incontrate dalle società nella ricerca di giocatori “formati” all’altezza di poter militare nella massima divisione, le stesse si erano coalizzate chiedendo - e ottenendo - l’innalzamento del numero dei “non formati”, inizialmente fissati a 4, di un’unità. In questa circostanza si era addirittura paventata la possibilità di poter aumentare a due il numero dei giocatori extracomunitari da poter impiegare uniformando la quota per il futsal alla stessa prevista per la Serie D di calcio, campionato parimenti organizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti: questo quanto meno per poter elevare il livello di competitività dei roster potendo puntare su giocatori non italiani di valore internazionale senza alterare giustamente il numero di “formati”. 


La risposta? Un ‘no’ su tutta la linea: 4 dovevano essere, 4 saranno i “non formati” previsti per la Serie A edizione 2023/2024. Vedremo, a questo punto, quale sarà la risposta che arriverà dai club del campionato di futsal di guida del nostro movimento, che per come la vediamo noi deve essere decisa e concreta oltreché rapida. Anche perchè, ripetiamo, la Divisione esiste per rappresentare le società del nostro futsal e come tale deve svolgere le proprie funzioni.


Pertanto, la regola del “4-3-2-1” che avevamo annunciato nel nostro servizio del 30 marzo scorso tale sarà e interverrà ufficialmente dal prossimo primo luglio. Le società di A2 Elite potranno disporre di tre giocatori “non formati”, quelle di A2 di due mentre per quelle di Serie B è stato confermato il taglio che ridurrà la quota a un solo “non formato”. E qui ne vedremo sicuramente delle belle. Perché l’assurdità di questa riforma, inutile e, ribadiamo, senza senso, andrà a cozzare con la mancanza (aspetto altrettanto clamoroso) di un regolamento uniforme che disciplini il campionato di Serie C1, articolato come è risaputo in altrettante competizioni regionali che si sviluppano sul piano normativo seguendo regole di gioco diverse da campionato a campionato. Questo accade da anni e nessuno si è mai preoccupato di mettere mani sulla scrittura di un disciplinare di svolgimento delle singole competizioni che prevede disposizioni uniche per tutte e 19 (quante ne sono organizzate ogni stagione). 


Così accadrà che quelle società che saliranno in Serie B e che nei rispettivi roster presentano più di un giocatore “non formato”, finirà che dovranno letteralmente rivoluzionare i propri organici, e di conseguenza i relativi progetti tecnici, con l’incredibile paradosso che pur salendo di categoria affronteranno i nuovi impegni con rose notevolmente meno competitive rispetto a quelle con cui hanno vinto i propri campionati regionali! 


Per concludere, abbiamo appreso (ma ancora non viene scritto da alcuna parte) che il Consiglio Direttivo avrebbe - sempre meglio usare il condizionale - soppresso l’obbligo per le società di A2 e B di inserire nelle rose della stagione 2023/2024 due giocatori nati dopo il primo gennaio 2003: detto in tutta onestà, sarebbe stata una disposizione tanto inutile quanto decisamente discutibile. Ma almeno questo è stato evitato...









Foto: Getty Images