19/03/2026 19:00

A(2)drano, la soddisfazione di Giappone: "Vincere quando non sei il favorito ha un sapore più dolce"

Il traguardo della Serie A2 ha il dolce sapore della scommessa vinta per Mario Giappone (classe 2001), portiere titolare dell’Adrano; Giappone in estate è passato dalla Drago Acireale, a quei tempi considerata la corazzata da battere, all’Adrano centrando una promozione esaltante.

- Per te è una…doppia soddisfazione…

“Passare dalla Drago Acireale all'Adrano è stato un cambiamento radicale, ma incredibilmente stimolante. In estate tutti guardavano ad Acireale come alla squadra schiacciasassi, quella destinata a dominare. Trovarmi invece a festeggiare con l'Adrano è una doppia soddisfazione, non posso negarlo. Non è stata una questione di "vendetta", ma di dimostrare il mio valore in un progetto che ha creduto in me al 100%. Vincere quando non sei il favorito numero uno ha un sapore decisamente più dolce”.

- È stato un campionato equilibrato, con almeno tre formazioni a contendersi il primo posto: cosa ha fatto la differenza secondo te?

“È stata una vera battaglia fino all'ultimo respiro. Con tre squadre in un fazzoletto di punti, non potevi permetterti neanche un raffreddore. Secondo me, la differenza l'ha fatta la compattezza dello spogliatoio nei momenti di crisi. Mentre altri hanno accusato la pressione o si sono disuniti alle prime difficoltà, noi siamo rimasti un blocco unico. Abbiamo vinto le partite "sporche", quelle dove il bel gioco non bastava e serviva il cuore”.

- C’è una parata, un intervento che ritieni fondamentale per l’esito di questa stagione?

“Non ci sono state tante parate importanti, ma posso dirti che ho dato una grossa mano contro Viagrande e Gallinese fuori casa”.

- A chi dedichi questo trionfo?

“Voglio dedicare questo successo alla città di Adrano e ai tifosi che non ci hanno mai fatto sentire soli. Spesso si dimentica quanto lavoro ci sia dietro le quinte: preparatori, staff e società hanno messo ogni tassello al posto giusto. È stata una cavalcata faticosa ma bellissima. Ora ci godiamo il momento, perché traguardi così si raggiungono solo con un gruppo di uomini veri prima ancora che di calciatori”.

Ludovico Licciardello