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01/01/2025 13:00

5 domande per il presidente Castiglia: cosa sta facendo la nuova governance per il futsal italiano?

Sono passati quasi quattro mesi da quando Stefano Castiglia è stato eletto presidente della Divisione Calcio a 5. Nulla da eccepire sul riscontro delle urne, quasi plebiscitario: le società del futsal italiano hanno creduto nel suo impegno e lo hanno votato come condottiero del nostro movimento. Ma in questi quattro mesi cosa è stato fatto tra tutte le cose che erano state evidenziate nel ricco programma presentato agli elettori per sostenere la squadra di FutsAll? Un quesito che noi ci siamo posti più di una volta, auspicando che prima o poi qualcosa venga messo a punto: non chiediamo certo a Castiglia di vestire i panni del novello Mago Merlino e di far miracoli con la sua bacchetta magica, ma di produrre fatti concreti limitando iniziative di propaganda che al nostro futsal servono ben poco. 


Però, proprio relativamente al programma di FutsAll, ci venga consentito di porre alcune domande al presidente Castiglia per capire a che punto siamo con lo stato di tutte quelle cose argomentate in quei diciotto punti che erano stati propinati alle società come le condizioni di una rivoluzione senza precedenti da dover attuare nel corso del quadriennio olimpico 2025/2028. Sono semplici domande poste su quegli argomenti che abbiamo sempre ritenuto più sensibili rispetto a tutti quelli elencati (e non meno importanti, sia chiaro) nel programma elettorale: chiediamo solo di capire cosa sta facendo l’attuale governance, concretamente, per il suo futsal.


1) Come sta procedendo il Consiglio Direttivo sulla rimodulazione del concetto di formazione che rappresenta la panacea dei gravi problemi prodotti dall’attuazione della Riforma Bergamini e che tutt’ora sta condizionando in maniera impattante l’attività di un grande numero di società a tutti i livelli nazionali, considerando che i vivai non sono ancora in grado di produrre quei giocatori che possono essere inseriti subito nel tessuto delle prime squadre, com’era auspicato nello spirito della riforma stessa? E considerando il fatto che le nuove norme varranno per il futuro, cosa si intende fare per poter consentire a tutti quei giocatori attualmente rientranti nello status di “non formati” che hanno contribuito con il loro ruolo a valorizzare il nostro futsal a livello internazionale e anche a coloro che, di pari status, oggi vestono le maglie delle nostre nazionali?


2) In quale maniera il Consiglio Direttivo intende promuovere e incentivare, anche a livello di premialità e di agevolazioni, la creazione di Squadre B considerando l’assoluta necessità di dover introdurre un’ulteriore step agonistico per un concreto completamento del processo di formazione dei giovani calciatori, in parallelo con una ormai improrogabile ristrutturazione del campionato Under 19, i cui criteri di svolgimento attuali non soddisfano nemmeno lontanamente le aspettative dei club, in particolare di quelli dei campionati di vertice?


3) Nella logica di una comunicazione chiara e trasparente, possono essere forniti i dati relativi all’effettivo utilizzo da parte delle società militanti nei campionati nazionali della convenzione stipulata con Aeroitalia, in particolar modo di quelle società chiamate ad affrontare trasferte dal continente verso le isole e viceversa? Sarebbe apprezzabile comprendere quanto una iniziativa sponsorizzata con enfasi e in largo anticipo dalla nostra testata, e della quale vogliamo arrogarci del diritto di averne suggerito la valutazione, abbia effettivamente apportato benefici sul piano logistico e organizzativo di quei club alle prese con spostamenti da effettuare per via aerea e il relativo surplus di spese.


4) Si sono resi conto i componenti del Consiglio Direttivo che il campionato di Serie A femminile presenta una spaccatura incolmabile tra quattro-cinque società e il resto della categoria, tale da rendere improponibile un “alto livello di spettacolarità della nostra Serie A” se non per un limitato numero delle partite presenti nel calendario? E quale strumento normativo sarà adottato per far si che sia possibile raggiungere l’obiettivo, nelle società femminili, di “vedere sempre più giocatrici di status internazionale nelle nostre squadre”? Perchè la stessa opportunità non deve essere offerta anche alle società nazionali maschili considerando il tetto del 50% previsto dalla circolare 1274/2004 del CONI relativa appunto all’inserimento di giocatori “non formati” nelle liste di gioco delle squadre impegnate nei campionati nazionali di ogni disciplina? Il Consorzio della Serie A maschile ne ha fatto richiesta ufficiale: la sosterremo apertamente, senza se e senza ma, perchè ribadiamo che questa opportunità vale la credibilità internazionale del nostro futsal.


5) E infine, ora che le novità introdotte dalla Giunta Nazionale del Coni relativamente all’articolo 10 dello Statuto (al netto della decisione del presidente della LND, Giancarlo Abete, di non rinnovare la Commissione di studio per il calcio a 5) hanno sancito una netta separazione tra Divisione Calcio a 5 e Comitati Regionali, depennando la presenza dei Responsabili Regionali dalla normativa statutaria e azzerando l’azione degli stessi Comitati Regionali nell’indirizzo e l’organizzazione dell’attività della Divisione Calcio a 5; in quale maniera si intende creare quel “dialogo e confronto continuo con i responsabili del futsal dei Comitati Regionali, con l’obiettivo di creare attraverso il lavoro basi solide e forti per le società del futuro, con strategie condivise in ogni ambito” ritenuto fondamentale dal punto n.15 del programma di FutsAll? E in quale maniera verranno regolamentati i meccanismi di retrocessione dalla Serie B femminile e parimenti quelli di promozione dai campionati regionali, tenendo sempre ben presente che le NOIF attribuiscono per logica ovvietà alle società vincitrici del proprio campionato il diritto a chiedere l’iscrizione alla categoria superiore e che nella passata stagione la presa di posizione arbitraria dei Responsabili Regionali produsse la promozione nel nazionale anche delle società vincitrici di diversi campionati composti da un numero esiguo di squadre?


Sono la metà delle domande che rivolgemmo all’ex presidente Bergamini il 17 febbraio 2022 (RILEGGI QUI IL NOSTRO SERVIZIO), l’indomani dell’introduzione della riforma che abbiamo sempre ritenuto la peggior soluzione per la crescita del nostro futsal. Non ci venne dato lo straccio di una risposta, speriamo vivamente che il neo-presidente Castiglia ci possa degnare di un minimo di attenzione. In fin dei conti anche Calcio a 5 Anteprima lavora per il bene del futsal… fino a prova contraria.


cas.