18/05/2022 13:55
Sarà dunque un derby pugliese la sfida-salvezza del girone D di Serie A2. Lo ha determinato la sentenza arrivata dal Giudice Sportivo della Divisione Calcio a 5 che ha respinto il ricorso delle Aquile Molfetta per la gara con la Futura, giocata sabato scorso e terminata sul campo 3-2 in favore dei reggini.
Il giudice sportivo ha ritenuto regolare la posizione di tesseramento del calciatore Alessandro Squillaci, che nonostante avesse compiuto 15 anni alla fine di dicembre dello scorso anno, aveva ricevuto l’autorizzazione a prendere parte alle gare del campionato di Serie A2 con la compagine calabrese.
Nessun colpo di coda disciplinare, dunque, e destini di Aquile e Atletico Cassano nelle mani del confronto del playout, che si aprirà questo sabato con la gara in programma al PalaPoli di Molfetta: sfida senza appello per ambedue, con la squadra di Rutigliano che potrà beneficiare del miglior piazzamento di classifica qualora il confronto terminasse in parità. Chi avrà la peggio dovrà salutare la seconda divisione.
Ma per chi vincerà le fatiche non saranno affatto terminate perchè una tra Aquile e Cassano dovrà vedersela con la vincente di Tombesi Ortona-Nordovest, di fronte questo sabato nel playout del girone C. Gara conclusiva da giocare sul campo di una delle due sfidanti, estratto a sorte; stessa cosa dicasi per la parte alta del tabellone retrocessione, tanto che al termine della fase dei playout conserveranno il loro posto in A2 solamente due squadre a fronte di altre sei che retrocederanno in Serie B.
LEGGI QUI IL COMUNICATO UFFICIALE 1371
(cas) La cosa che proprio non riusciamo a capire l’immobilismo delle società davanti a questi regolamenti in cui il sorteggio viene preferito alla meritocrazia del campo. E questo nel momento in cui ci si gioca un titolo sportivo! Società che hanno accettato le imposizioni di piazzale Flaminio in materia regolamentare, chiamate a giocarsi un anno di sacrifici in una sfida secca, senza avere la possibilità di poter far valere un fattore campo che in tanti aspetti ha fatto (e può fare) da sesto giocatore in campo.
Un concetto che abbiamo contestato e contesteremo sempre, perchè non viene assicurata la giusta equità tra le società interessate. E anche se può passare il principio della gara unica tra due squadre dello stesso girone nella determinazione (sic!) di un titolo sportivo, lo stesso principio non può assolutamente passare quando si troveranno di fronte squadre di gironi diversi, come succederà nel secondo turno dei playout di Serie A2: può diventare il sorteggio di chi giocherà in casa l’alternativa all’equità di trattamento che due società spareggianti hanno diritto di ricevere essendo comunque in palio un titolo sportivo?
E ne hanno diritto a prescindere dal fatto che il comunicato n.34 è passato in cavalleria e nessuno ha contestato queste storture, che speriamo per la prossima stagione vengano immediatamente cestinate. Sarà così?