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10/01/2024 22:45

#CoppaItaliaSerieC, un successone di pubblico: Sicilia, Lazio e Abruzzo, un esempio per il nazionale

È stata una domenica esaltante per il futsal regionale la prima del 2024, che ha visto l’assegnazione di ben tredici coccarde in una no-stop pomeridiana che ha coinvolto due regioni su tre, ai quattro angoli della Penisola. Con riscontri a dir poco incredibili a livello di partecipazione di pubblico, a conferma di quello che noi di Calcio a 5 Anteprima sosteniamo da tempo: le fasi finali delle competizioni regionali rappresentano sempre il top di eventi capaci non solo di regalare numeri importanti per presenze, in campo e sugli spalti, ma anche un livello di spettacolo elevato e in grado di soddisfare le aspettative dei palati più esigenti.


I riscontri ricevuti da più parti, in questo senso, sono la cartina tornasole di un movimento che comunque da sempre ha messo sul piatto dei vari campionati regionali apicali complessi di gioco capaci di poter competere anche nelle categorie superiori. E questo indipendentemente dagli effetti della riforma, che al contrario ha obbligato quelle squadre che tanto bene hanno fatto in campo regionale, a modificare successivamente e profondamente i propri assetti e la propria identità, regredendo sistematicamente sul piano della competitività pur passando da una categoria regionale, come nel nostro caso la Serie C1, a una nazionale come la Serie B.


Un movimento che ha dimostrato di essere in grado di calamitare l’attenzione del grande pubblico e di tanti appassionati, sfruttando la passione organizzativa dei responsabili regionali, abili a intercettare le opportunità tecniche e logistiche per allestire degli autentici spettacoli sportivi, in particolare laddove sono maggiormente sentiti l’attenzione e il gradimento per il pallone a rimbalzo controllato. Stiamo parlando della Sicilia, stiamo parlando del Lazio, ma anche dell’Abruzzo e dello stesso Veneto, che domenica scorsa hanno visto completarsi altrettanti percorsi benedetti da cornici di pubblico veramente importanti, che hanno suggellato i successi delle singole competizioni.


2500 gli spettatori che hanno seguito la Final Four del PalaVolcan di Acireale (nella foto di copertina), un trionfo che ha impettito Maximiliano Birchler, delegato della Sicilia; PalaCesaroni esaurito per la rassegna di Genzano (foto in Gallery 1), per un Marco Tosini che ha potuto raccogliere un plauso globale da società e addetti ai lavori del Lazio; ma anche le tribune del PalaRoma di Montesilvano (foto in Gallery 2), uno dei templi per eccellenza del futsal italiano, hanno fatto registrare il sold-out nel corso della settimana che Salvatore Vittorio ha organizzato per celebrare le coppe del futsal abruzzese. E anche alla BelBotè Arena di Tombolo pochissimi i vuoti avvistati nella tribuna in occasione della Final Eight della coppa veneta, un bis di fatto atteso dopo il successone della passata edizione.


Esempi tangibili di come la capacità organizzativa e l’intuito dei responsabili regionali, in stretto concerto coi club ospitanti, abbiano dato il giusto valore agli appuntamenti che rappresentano, su quei territori, il top dell’attività stagionale, dando senso non solo al valore agonistico delle competizioni ma soprattutto allo spirito aggregativo, sociale e culturale che sono l’essenza di queste occasioni, dove lo sport e l’agonismo finiscono per diventare un aspetto complementare. Tutto quello, cioè, che hanno smarrito le manifestazioni a carattere nazionale, che soprattutto nell’arco dell’ultimo triennio, hanno perso per strada le peculiarità che avevano acquisito nel corso del tempo, fino a diventare eventi veri e propri per date da cerchiare subito in rosso appena pubblicato il calendario dell’attività stagionale, attese e poi affrontate davvero con la massima enfasi.


Le opinabili decisioni dell’attuale governance, che ha deciso di modificare (secondo noi poco opportunamente) formule che erano ormai certezze conclamate, hanno snaturato la logica e canonica individuazione delle sedi di svolgimento di queste manifestazioni nelle località delle finaliste eventualmente candidate, per invece indirizzarsi su location per niente strategiche e poco funzionali, con la conseguenza di un calo di appeal per quelle rassegne che hanno sempre rappresentato, per le società partecipanti a tutti i livelli, il momento più significativo della stagione.


Gli esempi? Ne potremmo fare davvero diversi: dalle Final Four della Coppa Italia di Serie A2 femminile e di C1 maschile a Prato dello scorso anno, alle fasi finali delle coppe Italia di A2 e B maschile e di A2 femminile di Policoro della stagione 2021/2022, che erano state anticipate dal flop della Final Eight della Coppa Italia di Serie A a Salsomaggiore Terme nel primo anno della fallimentare esperienza della sede unica per gli eventi elitari del nostro futsal. Oppure la tribuna semi-deserta della stessa ER Arena per la finale dell’ultima Coppa della Divisione tra L84 e Real San Giuseppe. Ed evitiamo di aggiungere gli insuccessi delle finali giovanili più o meno recenti: quelle dell’ultima stagione, ci riferiamo a Prato e Anzio, resteranno nella storia per la conta degli spettatori presenti.


Sedi e date dei prossimi eventi tricolori in campo nazionale abbiamo appreso che verranno decise in questi giorni. Già si conoscono le località che ospiteranno le finali delle coppe femminili, ossia Genova e Campo Ligure: la Regione Liguria ha deciso di promuovere il futsal rosa in un territorio dove le realtà di settore si contano sulle dita di una mano, tutta la “macchina femminile” si sposterà da quelle parti nella speranza che questi eventi possano dare uno scossone per lo sviluppo del movimento in una regione che, vogliamo ricordarlo, conta solo due squadre iscritte ai campionati nazionali (maschili). Sarà…


Noi vogliamo augurarci che l’esempio dei grandi successi delle finali regionali della Sicilia, del Lazio, dell’Abruzzo, del Veneto, ma potremmo anche aggiungere quelle della Campania (foto in Gallery 3), della Calabria, della Sardegna e anche delle Marche, suggeriscano di scegliere sedi dove è vivo il fermento del futsal, perchè questo sport ha bisogno di ritrovare il contatto con il cuore della base, degli appassionati; ha bisogno che i club ritrovino la passione che ha decretato i successi di tante rassegne, quelle che anche noi abbiamo vissuto in prima fila in un passato non troppo lontano. 


Evitiamo di portare il nostro amato calcio a 5 laddove l’interesse è relativo e di darlo in pasto a spalti poco coinvolgenti come diverse ultime esperienze hanno insegnato. Il futsal ha bisogno di vivere l’eccitazione di palazzetti pieni, perchè questo sport è uno dei pochi in cui emozioni e spettacolo viaggiano (da sempre) a braccetto. E gli esempi di Sicilia, Lazio, Abruzzo e altre regioni non vanno assolutamente sprecati!


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