22/03/2025 20:45
Niente da fare per la Meta Catania, la finale per gli etnei sfuma ai rigori. Si mangiano le mani i siciliani che al 4' della ripresa conducevano il match per 3-0. Il Genzano accende la rimonta con il quinto di movimento, portando la disputa ai rigori. Fatali gli errori di Dian Luka e Podda, decisivo il penalty di Taborda.
LA CRONACA - Nei primi minuti si fa vedere il Genzano con le iniziative di Taborda e Nem. Proprio quest’ultimo si ritrova tra i piedi la prima ghiotta occasione del match, con un tiro di poco fuori a lato; risponde a tono Podda che costringe Mammarella in tuffo: la Meta c’è. I catanesi cominciano ad acquisire pericolosità grazie a quel boa micidiale chiamato Anderson. Prove di connessione intanto tra Bissoni e Fantecele, servito in profondità. Al 9’ Meta Catania vicinissima la vantaggio: Dian Luka dalla destra scheggia il palo. Micheletto invece sbatte su Timm quando il numero 77 castellano batte una punizione all’altezza del tiro libero. La partita si gioca davvero su un grande equilibrio, equilibrio che a 12’10” rischia di spezzarsi quando Lara parte in contropiede: il palo salva lo status quo. Intanto ancora Nem accarezza l’idea del gol, stavolta la conclusione della freccia brasiliana finisce alta sopra il montante.
A 5’34” dal termine il gioco si interrompe per un duro scontro di gioco tra Julio De Oliveira e Carmelo Musumeci: il pivot genzanese sbatte la fronte contro la nuca del capitano catanese. Dopo un paio di minuti, il giocatore si rialza da solo, ma con la testa fasciata dopo aver perso visibilmente sangue. La gara può ripartire. Archiviato un primo tentativo andato a vuoto, Turmena riesce a sbloccare quell’apparentemente granitico 0-0: a 15’58” bomba col mancino imprendibile per Mammarella. Immediato è il tentativo di risposta laziale con Fantecele (tra i più brillanti dei suoi fino a questo momento): l’ex Feldi sgasa sulla sinistra e la sua conclusione sibila vicino al secondo palo. I brividi non mancano neanche al 19’ quando Pulvirenti impegna Mammarella dalla distanza e Dian Luka per poco non fa gol sfruttando la ribattuta. All’intervallo la Meta conduce quindi per 1-0.
Meta Catania che apre alla grande il secondo tempo, merito di Silvestri che emula Turmena calciando dalla distanza anche se con il piede opposto a quello del compagno: è 2-0 a 2’23”. Fantecele dall’altra parte costringe Timm a deviare sul palo a 2’45”, ma l’inerzia del match è tutta per gli etnei che triplicano a 3’24”: stoccata di Podda, Mammarella para, ma non trattiene, così Anas raccoglie il rimbalzo anticipando il numero uno dei romani e servendo nel mezzo Dian Luka per il più facile dei tap-in a porta sguarnita. Marin tenta di scuotere i suoi, inserendo Taborda come quinto di movimento. Dopo un’occasione per Musumeci e una per Siddi, i castellani accorciano le distanze: gli arancioneri ringraziano Micheletto, anche lui a segno dalla distanza, tanto per cambiare il leitmotiv della serata. Poi clamorosa occasione per De Oliveira che non trova la giusta deviazione sul fendente di Siddi. All’8’ Anas calcia dalla distanza, Fantecele però in arretramento è prodigioso deviando la conclusione di testa al volo. Mammarella poi si fa perdonare la sbavatura sul 3-0 etneo sventando il destro di Salamone.
Lo stesso numero 8 rossazzurro atterrando De Oliveira con un fallo da giallo, commette la quinta infrazione della Meta. Il Genzano così ha un motivo per spingere di più, anche se uno sfortunato Nem mura la pericolosa iniziativa di Bissoni. Poco importa, il classe ’95 si rifà poco dopo: servito dall’imbucata di De Oliveira, il brasiliano va a segno, complice anche un imperfetto Timm. Nem è “scatenato”, diventando accentratore di situazioni favorevoli: il brasiliano infatti subisce l’intervento imprudente di Dian Luka, propiziando il tiro libero trasformato con sicurezza da Micheletto (tra i pali la Meta aveva provato a giocarsi il jolly Tornatore). Nonostante il pareggio, Marin persiste mantenendo in campo il quinto. Quando manca quasi mezzo minuto alla fine grande spavento per la Meta: De Oliveira dal fondo calcia a tagliare l’area, ma nessun si presenta all’appuntamento con il pallone. Sul suono della sirena il finale è un thriller; Dian Luka, lanciato da Timm in profondità, duella in aria con Mammarella portando Marin a giocarsi la carta della revisione al video-support per un possibile fallo sul portiere, Manzione però conferma la scelta: niente fallo, triplice fischio e calci di rigore.
LA LOTTERIA AMARA PER LA META – I tiri dal dischetto però non sorridono alla Meta. Il vantaggio acquisito dopo il palo di Nem, infatti, viene gettato alle ortiche dagli errori di Dian Luka e Podda. Taborda realizza il rigore decisivo esultando in faccia a Pedro Siqueira (subentrato al prescelto para-rigori Tornatore) che prima aveva tentato di distrarlo scatenando le ire di Mammarella. Rischia di generarsi una maxi-rissa, prontamente sedata da dirigenti e staff.
l.m.
GENZANO-META CATANIA 7-5 d.c.r. (pt 0-1, st 3-3)
GENZANO: Mammarella, Zaccagnini, Romano, Lara, De Oliveira, Di Ponto, Bissoni, Taborda, Siddi, Nem, Micheletto, Fantecele. All. Marin
META CATANIA: Tornatore, Podda, Anas, Silvestri, Pulvirenti, Dian Luka, Salamone, Turmena, Timm, Musumeci, Anderson, Siqueira. All. Juanra
ARBITRI: Manzione di Salerno, Paverani di Roma 2, Zannola di Ostia Lido, Dimundo di Molfetta. Crono: Ottvaini di Trieste
MARCATORI: pt 15’58” Turmena (M); st 2’23” Silvestri, 3’24” Dian Luka (M), 7’04” Micheletto (G), 14’07” Nem (G), 14’16” Micheletto (G)
NOTE: ammonito Salamone (M) per gioco falloso, Micheletto (G) e Siqueira (M) per comportamento antisportivo, Marin (all. G) per proteste
SEQUENZA RIGORI: Micheletto (G) gol, Turmena (M) gol, Nem (G) palo, Pulvirenti (M) gol, De Oliveira (G) gol, Dian Luka (M) parato, Fantecele (G), Podda (M) parato, Taborda (G) gol